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GA13_artsticontemporaneiSono 138 gli artisti che hanno aderito al progetto “GrandArte 2013 – Artisti contemporanei per un progetto sociale” che vedrà un’esposizione unica in San Francesco dal 25 ottobre al 6 gennaio. L’iniziativa solidale ha coinvolto pittori e scultori che vivono o hanno vissuto, lavorano o hanno lavorato, sono originari o sono “adottati” dalla provincia di Cuneo. Tutti artisti che hanno “fatto carriera”, dai più anziani a quelli più giovani, e che si sono imposti in questi anni all’attenzione della critica e del pubblico non solo cuneese, non solo piemontese, non solo italiano ma in molti casi europeo. La mostra è davvero un evento culturale unico nel panorama provinciale, perché mai prima d’ora si erano messi insieme così tanti nomi prestigiosi a Cuneo. Ci sono artisti di varie generazioni, dai giovani che si sono già fatti strada a chi ha un lungo curriculum espositivo e di critica, grandi nomi di fama internazionale,  c’è mescolanza di generi e di sensibilità artistiche, figurativi e astratti, e anche tre artisti che non ci sono più ma che le rispettive famiglie hanno voluto ricordare non mancando a questo importante evento. Tutti con un’unica caratteristica comune che è la qualità del lavoro che svolgono e la sensibilità verso una proposta di impegno sociale

E non solo, ma tra le novità c’è anche la donazione di Mario Castellino di Cuneo, che ha lasciato al progetto GrandArte, una preziosa “Via Crucis” degli anni Cinquanta di Ego Bianchi. Un’opera davvero unica che impreziosisce ulteriormente la mostra.

Grazie al lavoro volontario dell’associazione e del gruppo di lavoro di esperti che si sono messi a disposizione, ovvero i professori del Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, Enrico Perotto e Giuseppe Formisano, l’architetto Giacomo Doglio e il critico Roberto Baravalle, la mostra è ormai pronta. Così anche il catalogo, che diventa un’importante e unica opera sull’arte contemporanea in provincia di Cuneo con importanti interventi all’interno.

Tutto questo non sarebbe stato possibile se non grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, e alla collaborazione con il Comune di Cuneo, La Guida, l’associazione Primalpe Costanzo Martini e l’Istituto Bianchi Virginio, cioè il Liceo Artistico. Proprio i ragazzi del Liceo hanno lavorato sia sull’allestimento sia sulla comunicazione e i loro lavori faranno parte della mostra.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Cuneo, della Provincia di Cuneo, della Regione Piemonte e della Presidenza della Camera dei Deputati.

GrandArte2013 > il manifesto

 


GrandArte 2013 a Palazzo Samone

Un “pezzo” della mostra benefica GrandArte 2013 Artisti contemporanei per un progetto sociale, rimasta per due mesi nel complesso museale di San Francesco e che ha avuto migliaia di visitatori, sarà ancora a disposizione del pubblico nel secondo piano di Palazzo Samone. Non un’esposizione di tutte le 138 opere che erano in San Francesco e neppure i piatti di Ego Bianchi ma quelle opere che per ora non hanno avuto ancora una prenotazione ufficiale da parte degli amanti dell’arte e dei benefattori. Sono molti i cuneesi che hanno fatto un’offerta per avere una delle opere donate dalla generosità degli artisti per realizzare il progetto di solidarietà dell’Associazione degli Amici delle Case del cuore, cioè nuovi spazi per l’accoglienza di donne con bambini piccoli in difficoltà. Ma non tutte sono state assegnate, pertanto l’organizzazione ha deciso di mettere a disposizione ancora le opere ancora rimaste. Per due settimane quadri e sculture saranno ancora in esposizione a Palazzo Samone, ma visitabili solo su appuntamento da prendere telefonando al 333 95 00 923 oppure al 335 83 86 669 o scrivendo info@grandarte.it e non con orario aperto al pubblico. Una possibilità in più per il pubblico cuneese resa possibile grazie alla disponibilità del settore cultura  del Comune di Cuneo e del Museo Civico.

 


Il progetto Casa del Cuore

Nel corso degli undici anni di vita della cooperativa, gli operatori hanno operato affiancando percorsi di fragilità di molti minori, con l’obiettivo di accompagnarli (a volte guidarli) nel cammino di scoperta delle proprie risorse, senza negare le difficoltà e le criticità portate da ciascuno, ma nella consapevolezza che ogni persona è portatrice di una specificità unica, irrinunciabile, di immenso valore per la collettività. In questo quotidiano lavoro è cresciuta la consapevolezza che spesso le difficoltà di un minore non sono altro che la manifestazione di un disagio che ha le sue origini nelle più svariate vicissitudini in cui è incorsa la sua famiglia e che prendersi cura bene dei minori significa anche lavorare per rimuovere quegli “ostacoli di ordine economico e sociale” che  di fatto impediscono ai nuclei familiari di attivare le proprie risorse di attenzione, sostegno, amorevolezza.

Da questa consapevolezza nasce il progetto Casa del Cuore, che intende realizzare spazi adeguati in cui sostenere i nuclei familiari che si rivelano più fragili, aiutandoli a ricostruire quelle condizioni di stabilità e di sicurezza che rappresentano le premesse minime basilari di un’esistenza piena e dignitosa.

Il progetto Le case del Cuore si propone di realizzare azioni di sostegno sociale, educativo e psicologico finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita di nuclei familiari che affrontano ostacoli di ordine economico e sociale tali da compromettere, rendere estremamente faticoso o oneroso il pieno sviluppo di un autonomo, armonioso e sostenibile progetto di vita del nucleo nel suo insieme e dei suoi singoli componenti.

Nel lavoro quotidiano incontriamo numerosi esempi di vicissitudini che rendono fragili i nuclei familiari: particolari condizioni di infermità o deficit fisico, psicologico e mentale, di difficoltà economica o di impiego, di carenze nello sviluppo delle abilità relazionali, socializzanti e di autorealizzazione; situazioni che possono coinvolgere indifferentemente minori, giovani e adulti. È a tali contesti che il progetto si rivolge.  Alcuni esempi di destinatari del progetto:

- Nuclei caratterizzati dalla presenza di mamme sole con bambini, per sostenerne percorsi di emancipazione economica e sociale, attraverso il rinforzo delle competenze genitoriali, la costruzione di percorsi di qualificazione, riqualificazione e tutoring nella ricerca di condizioni lavorative stabili e durature, la creazioni di reti sociali di vicinanza e sostegno

- Nuclei familiari caratterizzati dalla presenza di componenti affetti da patologie fortemente invalidanti, tali da richiedere interventi di riabilitazione funzionale e socio educativa di lungo periodo, che rischiano di compromettere gravemente e permanentemente l’equilibrio economico e la stabilità e positività delle relazioni del nucleo stesso

- Nuclei familiari in cui i genitori hanno perso il posto di lavoro ed apprtengono ad una fascia di lavoratori che fanno fatica ricollocarsi, per ragioni anagrafiche (i quarantacinque-cinquantenni) o per carenze di competenze spendibili

Il progetto nasce dall’esperienza maturata dalla cooperativa Momo nella gestione di Casa Tiziana, un gruppo appartamento per mamme con bambino, nato nel 2010 dal felice incontro della capacità progettuale della cooperativa con la generosa disponibilità di un Cuneese che ha voluto impegnare a titolo gratuito un alloggio di sua proprietà. Oggi Casa Tiziana non è soltanto una realtà che offre una concreta possibilità di rinascita alle mamme e ai bambini che la abitano, ma è stato e continua ad essere anche un laboratorio per sperimentare nella quotidianità strategie educative di accompagnamento che sappiano sostenere la genitorialità e lo sviluppo di autonomi progetti di vita, nel pieno rispetto delle persone.

Accanto alla cooperativa si è affiancata l’Associazione Amici Case del Cuore, un’associazione di volontariato che grazie all’opera dei suoi membri accompagna il lavoro degli operatori.