Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran

15-03-2026 | 10-05-2026

Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran

Collettiva di 58 fotografi iraniani

Museo Mallé - Via Valmala, 9 - Dronero (CN)

Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran

degli artisti

En Abbas Bahrami, Afsaneh Zarnegar, Ali Ghasemi, Alireza Naseri, Aref Adili, Darius Mohammadi, Eli Farahani, Farbod Kamiab, Farideh Alboghbish, Farshid Ashgar, Fatemeh Ranjbar, Fatemeh Tajik, Ghazaleh Saidi, Hadi Moghaddam, Hedayat Saffari, Javad Zarrinpour, Khadije Naseri, Kourosh Khojir, Mahbubeh Seif, Manzar Aghdaei, Maryam Izadi, Mashid Saber Pour, Masoud Salehi, Mehdi Kazemi, Mehrdad Etemadi, Mehrdad Sanii, Mikail Kazemi, Milad Goli, Mitra Poormjib, Mohammad Ghorbani, Mohammadi Taghi Dustkuhi, Mostafa Sepahvand, Naiime Majzubi, Naser Tavakoli, Nima Jabraili, Parham Sanei, Pouria Khalili, Raha Asad Sangabi, Raha Eshraghian, Raha Haghi, Rahim Sabaghi, Reza Kardan, Reza Moghadam, Reza Tajik, Saeedeh Hadi, Saeid Anvari, Saeid Ipki, Sahar Seyyed Mohsen, Saina Farzaneh Sabet, Sara Naseri, Sara Shafiq, Shadi Khajavi, Shiva Zabolipour, Siavash Ejlali, Soraya Ejlal, Vahide Dashtipour, Zahra Mohajer, Zahra Rajestari.

L’evento fa parte della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”,

con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc
e del programma Festival Ponte del Dialogo di Dronero marzo 2026

In collaborazione con il Museo Mallé, Fondazione CRT, Città di Dronero, il Freelance Photographers Group di Teheran,
Contemporary Iranian Photographers, Photography Lovers, Mamo Educational Foundation.


La mostra sarà visitabile dal 15 marzo al 10 maggio 2026
sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19
Museo Mallé – Via Valmala, 9 – Dronero (CN)

Possibilità di visite guidate la mattina dedicate alle scuole, di aperture straordinarie infrasettimanali
per singoli, gruppi su prenotazione: museo.malle@comune.dronero.cn.it


La mostra “Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” si presenta al pubblico come il tredicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”, che proporrà una serie rappresentativa di esposizioni d’arte in numerose località della provincia nel corso degli anni 2025-2026.

Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran è un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé.

Con questa mostra il Museo Mallé intende costruire un ponte di comprensione verso una nazione – l’Iran – che pochi occidentali conoscono davvero, gravata com’è dagli stereotipi diffusi dai telegiornali. Un tempo si diffondeva l’idea che tutti gli iraniani fossero fondamentalisti ostili all’Occidente e che tutte le iraniane indossassero il tipico chador nero lungo fino ai piedi; oggi, invece, la cronaca degli ultimi mesi ci consegna l’immagine di un Iran sull’orlo dell’abisso, attraversato da conflitti sociali e politici senza precedenti.

In questo contesto il Museo Mallé sceglie comunque di parlare dell’Iran e lo fa grazie alla collaborazione con il Freelance Iran Photographers Group di Teheran, con cui porta a compimento – dopo un lungo periodo di gestazione e un viaggio dei curatori nel 2012 in territorio iraniano – la realizzazione di una mostra davvero unica, inedita e sorprendente.

“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” propone dunque un viaggio visivo in ottanta immagini di sessanta fotografi iraniani, mai esposte prima in Italia e selezionate dal direttore dell’associazione fotografica teheranese Alireza Naseri. Una scelta che, per ragioni legate al contesto attuale e nonostante gli ostacoli che rendono difficile la comunicazione tra l’Iran e il resto del mondo, assume quasi il valore di un’impresa. La difficoltà di ricevere i materiali da esporre è stata infatti notevole, ma il progetto è comunque diventato realtà, perché gli esseri umani – anche quando separati da oceani, montagne o decisioni politiche – possiedono nei loro cuori una rete invisibile di ponti che li unisce.

L’esposizione presenta paesaggi cangianti e sfaccettati: deserti, foreste, montagne innevate, canyon, vallate e verdi praterie coltivate a riso. Accanto a questi scorci naturali compaiono scene di vita nei bazar, veri labirinti di vicoli coperti, madrase e caravanserragli dove gli iraniani continuano a fare la spesa in un’epoca occidentale dominata dagli ipermercati.

La mostra permette inoltre di esplorare l’Iran attraverso immagini di siti storici, interni di palazzi arabescati, moschee, botteghe, bagni pubblici, torri del silenzio, del vento e della libertà, parchi dedicati alla lettura e fotografie di carattere antropologico che raccontano le numerose etnie del Paese con danze, costumi tradizionali, riti e simboli del Nowruz, il capodanno iraniano.

“L’Iran è un paese vastissimo, di oltre un milione e seicentocinquantamila chilometri quadrati, con un territorio grande come quello di Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Danimarca messi insieme e che tocca i confini di sei stati, di un mare e di due golfi”, scrive Danilo Di Gangi nel suo ultimo volume Blu di Persia, che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra, domenica 15 marzo 2026 alle ore 16.

Terra incredibile la Persia – così si chiamava fino al 1935 – patria di alcune delle più antiche civiltà del mondo, celebrate nelle tragedie di Eschilo e nei testi dei classici greci. Questi echi storici risuonano nelle vedute di Persepoli fotografate da Soraya Ejlal, le cui rovine sono Patrimonio dell’Umanità dal 1979, o nell’imponente mausoleo di Ciro il Grande a Shiraz ripreso da Saeedeh Hadi in un primo piano angolare che ne esalta i sei grandi gradoni.

La grande esploratrice Freya Stark, che visse a Dronero ed è stata tra le più importanti viaggiatrici del Novecento, rimase profondamente colpita dalle catene montuose iraniane che scoprì negli anni Trenta. Tra queste, la fotografa Ghazaleh Saidi coglie la cima innevata del Monte Damavand, la montagna simbolo dell’Iran. E ancora, l’obiettivo di Reza Kardan ci porta alla scoperta della Casa Tabatabaei a Kashan, dimora appartenuta a un mercante di tappeti, dove portici colonnati, vasche d’acqua e giardini creano un armonioso dialogo tra architettura e natura.

Sul versante etnico, la mostra ci restituisce il volto di una giovane ragazza di Ilam, città dell’altopiano del Kurdistan iraniano, ritratta da Khadije Naseri, per poi spostarci nel territorio desertico di Yazd e in un oscuro laboratorio di un ramaio immortalato da Sahar Seyyed Mohsen il 3 marzo 2023.

La mostra si inserisce nelle linee strategiche del programma culturale del Museo Mallé, orientate a valorizzare la creatività attraverso un dialogo costante tra esperienze culturali nazionali e internazionali.

Fondazione CRC

Con il contributo di:

Fondazione CRC
regione piemonte

In collaborazione con:

Museo-malle
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