Buscaje

12-07-2026 | 20-09-2026

Buscaje

Beppe Viada

Coumboscuro Centre Prouvençal - Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)

Buscaje
Beppe Viada

Inaugurazione
Domenica 12 luglio 2026, ore 17

Coumboscuro Centre Prouvençal – Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)

A cura di Enrico Perotto

L’evento fa parte della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRC.

In collaborazione con Coumboscuro Centre Prouvençal e Festenal.

La mostra sarà visitabile dal 12 luglio al 20 settembre 2026
Coumboscuro Centre Prouvençal
Frazione Santa Lucia, Monterosso Grana (CN)

Orari di visita:

domenica dalle 15.00 alle 18.30
in settimana su prenotazione

Info e prenotazioni:
0171 98707 – 328 6039251 – 377 4184624
info@coumboscuro.org

Ingresso libero


La mostra “Buscaje” si presenta al pubblico come il ventiquattresimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”, che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

Le opere di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) tornano a rivivere dal 12 luglio prossimo negli spazi del Coumboscuro Centre Prouvençal, a Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall’artista nel suo cammino di arte e di fede.

L’esposizione, curata da Enrico Perotto, rappresenta un omaggio a una delle figure più autentiche e significative del territorio, a un “maestro del legno” capace di liberare splendidamente la materia sotto il morso dello scalpello.

Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi e dolorosi della sua esistenza.

Ciascuna scultura, intagliata in essenze di tiglio, ciliegio, noce o quercia spesso recuperate lungo le rive dello Stura, riflette una storia intima e collettiva. Viada misurava i blocchi di legno con gli occhi, scorgendovi all’interno la figura da realizzare, in un gioco di modellati insieme dolci e nervosi, nitidi e sognanti, capaci di fondere il rigore della tradizione alpina con un’intensa, drammatica e trasparente spiritualità protesa verso il cielo.

In collaborazione con:
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Festenal

Fondazione CRC

Con il contributo di:

Fondazione CRC
regione piemonte