Francesco Franco

Opere

Richiami, 2005. Pastelli e tempera su carta preparata, 19,5 x 23,5 cm

All’orizzonte, 1997. Pastelli e tempera su carta preparata, 18 x 24 cm

Pausa, 2003. Pastelli e tempera su carta preparata, 28 x 37 cm

Fortunale, 2005. Pastelli e tempera su carta preparata, 28 x 38 cm

La stella assenzio
Acquaforte / 25,3 x 21,6 cm / 1997

Mondovì con Carassone
Acquaforte / 47,6 x 24,2 cm / 1972

Contra ed Mondovì
Acquaforte / 21 x 28 cm / 1971

Canone
Acquaforte primo stato / 13,5 x 16,5 cm / 2003

Mondovì Piazza
Xilografia / 8 x 12,5 cm / 1984

Chiesa di San Francesco
Xilografia / 14,8 x 9 cm / 1975

Sincronia
Incisione originale ad acquaforte, acquatinta e vernice molle su rame
32 x 49,5 cm 3/30
Carta 50 x 70 cm
1974

Francesco Franco

Francesco Franco è nato a Mondovì nel 1924. Vive e lavora a Torino. Ha frequentato il Liceo Classico Silvio Pellico di Cuneo, iniziando ad accostarsi alla pittura grazie agli insegnamenti dei maestri Giovanni Lavalle e Giulio Benzi. Ha iniziato gli studi di Medicina, per poi diplomarsi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel 1956, seguendo i corsi di pittura tenuti da Felice Casorati e Francesco Menzio e quelli di incisione con Marcello Boglione e Mario Calandri. È divenuto assistente di Calandri nel 1957, succedendogli sulla cattedra di Tecniche dell’Incisione fino al 1988, dopo un anno di insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Bari. L’attività incisoria di Franco ha preso le mosse nel 1953 e si è affiancata dal 1955 a quella del restauratore esperto di stacchi e strappi di affreschi tardo quattrocenteschi, per conto della Soprintendenza alle Gallerie del Piemonte e sotto la direzione di Noemi Gabrielli, pubblicando studi sulla pittura piemontese del Quattrocento sulle pagine del Bollettino della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo (nel 1957, nel 1959 e nel 1960, ma anche un contributo critico su tre dipinti di Fillia nel 1966). Ha curato, nel frattempo, il riordino delle stampe di Casorati. Fa parte dell’Associazione degli Incisori Veneti dal 1957, con la quale ha esposto in Italia e all’estero. Dal 1959 ha collaborato con scritti sull’incisione per dizionari, cataloghi, giornali e periodici, come, per esempio, la rivista veneziana L’Incisione, il cui allora segretario e poi direttore Giorgio Trentin presenterà la personale dell’artista alla Galleria Laminima di Torino nel 1968. Tra gli anni Sessanta e Settanta, ha elaborato bozzetti e cartoni preparatori per vetrate e decorazioni murali. Nel 1988 ha partecipato alla II Biennale di Incisione di Gaiarine. La sua produzione di dipinti e di incisioni intanto ha incontrato accoglienza favorevole in esposizioni personali e collettive importanti, come la Biennale veneziana del 1962, ma soprattutto all’estero, in particolare, già negli anni Sessanta, a Vienna, Stoccolma, San Paolo del Brasile, e poi, in seguito, a Lisbona, Liegi, Berlino, Mosca e al Metropolitan Museum di New York. Con la sua opera incisa, tra il 1965 e il 1970, ha partecipato e ottenuto riconoscimenti, quali il premio ex-aequo con Giovanni Korompay alla VI Biennale dell’Incisione Contemporanea di Venezia nel 1965, il premio Le Langhe oggi a Bossolasco nel 1966, il Premio Marche ad Ancona nel 1967, il premio della Federazione Artisti Plastici Jugoslavi alla Biennale Internazionale di Grafica a Firenze nel 1970, il primo premio per il Bianco-nero alla Biennale Nazionale d’Arte Sacra a San Giovanni Rotondo nel 1970. Opere di Franco sono conservate presso la Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino, il Gabinetto delle Stampe a Pisa, il Gabinetto delle Stampe degli Uffizi a Firenze, la Calcografia Nazionale di Roma, il Museo di Stato di Malbork (Polonia), il Pocitelj Museum (Bosnia), l’Ovar Museum (Portogallo), la Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Bucarest, il Puskin Museum di Mosca, i Musei d’Arte Moderna e del Rathus di Stoccolma, il Museo Jenisch di Vevey in Svizzera. Il segno inciso di Franco, nitido, fluente, preciso, secondo Andreina Griseri (in L’opera grafica di Francesco Franco, Mondovì, 1990), ha inizialmente come radiografato in trasparenza i paesaggi monregalesi e di Langa, passando poi alle composizioni di soggetti architettonici, giochi d’acqua, frammenti, metamorfosi, pensieri musicali e geometrie astratte armoniose, tracciate con filamenti lineari dinamici e sovrapposti di diverso spessore, o con trame di segni leggeri, distribuiti nella profondità chiaroscurale dello spazio della lastra di rame. Con serietà, rigore intellettuale e tensione lirica, Franco ha affrontato l’acquaforte, l’acquatinta, la puntasecca, la litografia, la xilografia, in combinazione con sperimentazioni poco usuali, ma anche l’acquerello e il pastello, tecniche meno note al pubblico, che dell’incisione mantengono l’essenzialità, la misura e la finezza dei toni, a testimonianza della sua volontà di dare continuamente vita a un mondo interiore di forme pensate al di là del visibile.

Principali mostre recenti:

2012/2013: Torre Pellice. La Galleria Scroppo personale  dedicata a Francesco Franco, dal titolo  ”La scacchiera è il mondo“,  a cura di Alexandra Wetzel.

2004: Lugano. Personale alla Biblioteca aalla salita dei Frati

2004: Modena. Collettiva Civica Poletti Leporelli

Opere

Richiami, 2005. Pastelli e tempera su carta preparata, 19,5 x 23,5 cm

All’orizzonte, 1997. Pastelli e tempera su carta preparata, 18 x 24 cm

Pausa, 2003. Pastelli e tempera su carta preparata, 28 x 37 cm

Fortunale, 2005. Pastelli e tempera su carta preparata, 28 x 38 cm

La stella assenzio
Acquaforte / 25,3 x 21,6 cm / 1997

Mondovì con Carassone
Acquaforte / 47,6 x 24,2 cm / 1972

Contra ed Mondovì
Acquaforte / 21 x 28 cm / 1971

Canone
Acquaforte primo stato / 13,5 x 16,5 cm / 2003

Mondovì Piazza
Xilografia / 8 x 12,5 cm / 1984

Chiesa di San Francesco
Xilografia / 14,8 x 9 cm / 1975

Sincronia
Incisione originale ad acquaforte, acquatinta e vernice molle su rame
32 x 49,5 cm 3/30
Carta 50 x 70 cm
1974