La spiritualità dello sguardo – Torino

2-07-2026 | 2-08-2026

La spiritualità dello sguardo – Torino

La spiritualità dello sguardo - Torino

Rotonda del Talucchi Accademia Albertina, Via Accademia Albertina, 8 – Torino (TO)

La spiritualità dello sguardo – I confini del Sacro

Degli artisti:
A. Abate, R. Barni, U. Bartolini, C. Bertocci, K. Blom, C. Calore, S. Cecco, K. Chechik, S. Chiozza, E. Chiricozzi, B. Di Lecce, G. Di Riso, S. Di Stasio, S. Fabrizi, P. Finelli, P. Fiorentino, A. Forconi, P. Gandolfi, F. Giletta, P. Giorgi, P. Isola, A. Kapor, D. Jianqi, M. Livadio, M. Luccioli, T. Marci, K. K. Mehrkens, F. Merolli, Milot, A. Mingo, E. Montessori, E. Morales, I. Monari, RosaMundi, H. Palosuo, F. Passarella, V. Pisani, S. Pulvirenti, L. Rico, S. Russo, L. Salvo, A. Scarabello, M. Stanzione, F. Tulli, Z. van Biljon, N. Verlato, R. Vignoli.

Inaugurazione
Giovedì 2 luglio 2026 alle ore 17:00

Rotonda del Talucchi / Accademia Albertina
Torino

A cura di Massimo Scaringella.

L’evento fa parte della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRC.

Dal 2 luglio al 2 agosto 2026
Rotonda del Talucchi – Accademia Albertina
Via Accademia Albertina, 8 – Torino (TO)

La mostra sarà visitabile:

sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo accesso alle 17.30);
in settimana su appuntamento per gruppi (tel. 011 0897370).

Chiusura: mercoledì
Ingresso libero.

La mostra “La spiritualità dello sguardo” si presenta al pubblico come il ventunesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

L’esposizione viene riproposta per la seconda volta dopo il successo della prima edizione tenutasi nel 2025 a Palazzo Samone a Cuneo. Il progetto espositivo, curato da Massimo Scaringella, ritorna in una versione rinnovata e modificata, continuando a mettere al centro l’arte contemporanea e la pittura figurativa come strumenti di indagine interiore e forme di meditazione contro la secolarizzazione dei tempi odierni.


Nell’arte contemporanea, lo spettatore non è più un osservatore passivo ma è invitato a entrare in un dialogo con l’opera, spesso tramite un’interazione visiva. Questo scambio diventa una forma di contemplazione che avvicina alla dimensione spirituale. Molti artisti vedono lo sguardo come un atto meditativo. La creazione e la fruizione dell’arte diventano processi spirituali che permettono di staccarsi dalla quotidianità e di entrare in una dimensione più elevata. Lo sguardo, sia dell’artista che del fruitore, diventa una finestra sul mistero, sull’invisibile e sull’interiorità. La spiritualità dello sguardo spesso richiede una dilatazione del tempo. Per molti artisti, il gesto del guardare o del creare è già di per sé un atto spirituale. L’arte diventa un rituale che trasforma l’esperienza del quotidiano in una ricerca di senso più profonda.

L’arte contemporanea, ma più nello specifico la pittura figurativa, la spinge a un rallentamento che favorisce la contemplazione, una qualità essenziale per l’esperienza spirituale. Il ritorno alla figurazione dagli anni ’80, che rappresenta un fenomeno significativo nell’arte contemporanea, rafforza questa tendenza spesso associata a una riscoperta della narrazione, dell’immaginario personale e collettivo, e di una maggiore accessibilità visiva. Con la produzione di opere che invitano a un’introspezione spirituale che emerge dalla purezza dello sguardo sulle emozioni umane. Questa riflessione sull’immagine rappresenta quindi un tema cruciale nella ricerca artistica attuale.

In questa prospettiva, la pittura non è solo un mezzo per rappresentare la realtà, ma diventa un’indagine sul valore, la costruzione e il significato dell’immagine stessa, in relazione alla percezione, al linguaggio visivo e alla cultura. E, se vogliamo, un luogo dove assistiamo a un rinnovato interesse per l’immagine come oggetto di riflessione critica dove il confine tra rappresentazione e realtà è sfumato. Le opere scelte per questa esperienza visiva delineano già un percorso culturale avventuroso e sorprendente, in cui la giustapposizione di punti di vista a volte radicalmente diversi, tra tecniche e linguaggi a volte similari a volte lontani, riesce a dipanare la trama di un racconto a più voci, offrendoci in parte una rilettura trasversale della realtà in cui siamo immersi.

L’arte è un miracolo della vita che impone all’artista un lavoro permanente. E questi artisti con le loro opere hanno svolto una parte del compito, quello della perenne ricerca del “sé”.

Fondazione CRC

Con il contributo di:

Fondazione CRC
regione piemonte
Accademia_Albertina_logo_(Italy,_2021)

Si ringrazia: