Germana Eucalipto

Biografia

Nata nel 1965 a Sanfront, dove risiede, Germana Eucalipto è ceramista e scultrice, ed espone dal 1992. Si forma presso la scuola d’arte di Saluzzo e poi nel più antico laboratorio di ceramica del cuneese del Maestro Balmas. La sua attività espositiva inizia nel 1992 fra Torino, Milano, Francia, Spagna e varie città italiane, ma la sua prima personale è stata a Mondovì. Sue opere sono presenti presso musei, chiese, e collezioni private e alcune di esse sono state realizzate con l’antica tecnica del bucchero. Ha ricevuto riconoscimenti di prestigio.Le sue opere, per le più figure, impegnate in complesse torsioni e volti femminili, talvolta enigmatici e inquietanti, emergono sovente da una gleba dalla quale sembrano cercare di liberarsi, quasi a voler testimoniare le difficoltà che incontra l’universo femminino verso un’autonoma affermazione e una piena espressione. Attraverso le sue sculture, corpi dinamici che nascono uno dall’altro, si fondono, si liberano, si elevano o si ripiegano su se stessi, attraverso volti espressivi, inquietanti, enigmatici, volutamente distanti e quasi assenti, cerca di dare vita alle voci interiori più profonde, nella ricerca di una nuova dimensione di un nuovo equilibrio, di un’unità interna assoluta. Notevole l’abilità tecnica nell’uso dei materiali e nelle tecniche, a suo tempo apprese in laboratori artigiani di primo livello.

Principali mostre recenti:

2013: Busca. Collettiva nella galleria civica Casa Francotto “Percorsi d’arte 13”

2011: Saluzzo. Mostra d’arte contemporanea,   “Saluzzo Arte 2011” – Fondazione Amleto Bertoni

2008: Reggio Emilia. 10ª edizione di “Immagina” – Arte in fiera

2007: Torino. “Artissima” al Lingotto

Opere

Press

  • 18/09/13

    Germana Eucalipto

    Si chiama Eucalipto ed il suo nome richiama alla mente la visione verdeazzurra di un albero alto e flessuoso che resiste elegante alla forza del vento. In realtà è una giovane scultrice che vive ed opera a Sanfront…. Germana Eucalipto ha scelto la creta, la terra. La materia madre, l’humus primordiale che genera forme e corpi conservando nel segno della mano e delle dita che plasmano e modellano con l’uso di mirette e sgorbie, la memoria del gesto e la voce del passato. Orientata verso un naturalismo figurato, pare trarre ispirazione e sostanza dalla diversità che interagisce con la materia e l’idea; la forma che emerge dal molteplice connubio fra vuoti e pieni, comunica il senso di una vita che si offre allo sguardo dell’anima e che del tempo custodisce l’impronta e la memoria. Colli protesi verso il cielo in uno slancio positivo dedicato alla vita, abbandoni armonici tra opposti che trovano temporanei punti di incontro e di scontro. Ma anche connubio fra sostanza alchemica e tecnica, fra il duro lavoro del fare, fra prove ed errori, nel rispetto fra materia e strumenti ed infine l’affiorare, l’emergere dalla rossa ed informe terra decantata, del pensiero. 
    Anna Cavallera

    Corpi contorti, aggrovigliati, accovacciati, chiusi, che si contrappongono a figure aperte, slanciate, che fuoriescono dalla materia, che si elevano, che si protendono verso l’alto quasi a chiedere aiuto: corpi che paiono sorgere l’uno dall’altro si compenetrano, si liberano si elevano e si inarcano, si intrecciano con altri corpi o ripiegano su loro stessi nel disperato tentativo di raggiungere un’unità interna assoluta, unica ed eternamente insondabile. A mio avviso prevalgono nella sua produzione, con magnifica eloquenza, indiscutibili, i concetti di dolore e di sofferenza; quel dolore e quella sofferenza che sono in grado di rigenerare l’uomo, di temprarlo, e innalzarlo inevitabilmente al grado più alto nella scala dei valori umani. 
    Claudio Mana

    Germana Eucalipto ha trovato nella scultura la sua maniera viva di fare arte e la lavora in modo egregio, raggiungendo risultati di ottima qualità. Soprattutto là dove i suoi corpi dinamici si formano uno dall’altro, si fondono e cercano di elevarsi, per poi finire ripiegati su se stessi. Sono i loro volti, però a manifestare le espressioni più inquietanti ed enigmatiche; volutamente resi distanti, quasi assenti allo sguardo del fruitore. Così operando, la scultrice piemontese dà vita alle loro voci interiori più profonde, nella ricerca di una nuova dimensione, di un diverso equilibrio interno, che è il continuo divenire di molteplici trasformazioni. Pertanto, proprio com’è nelle intenzioni dell’autrice, in questo crogiuolo alchemico fra materia e spirito, i volti e i corpi delle sue sculture prendono forma e concretezza tattile, divenendo figure che perdurano nel tempo.
    Paolo Levi 

    […] In queste opere aleggia un alone di mistero, un che di imponderabile, corpi carnali e seducenti emergono dalla materia quasi per liberarsene, evocando un sentimento celato, una sofferenza interiore, ma condividendo il medesimo ineluttabile destino. Forme violente, espressive, in una riuscita sintesi di plasticità e di bellezza, quali drammatico momento, metafore del mal di vivere.
    Carla Bertoni 

Contatti

  • Germana Eucalipto

  • Via Trieste, 24 - Sanfront (CN)