Enzo Bersezio

Biografia

Enzo Bersezio è nato a Lesegno nel 1943. Vive e lavora a Torino. Dopo gli studi liceali, si è diplomato in Scultura, frequentando il corso tenuto dal maestro Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. È stato docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico Statale della città. La sua indagine artistica si è mossa in concomitanza con l’attività del gruppo dell’Arte Povera, procedendo però in autonomia di intenti e privilegiando un’idea di scultura minimalista, da considerare come sintassi espressiva strutturale, incentrata sul linguaggio delle forme archetipiche, come la scrittura o gli oggetti delle culture primitive. Attento e fantasioso manipolatore di materiali naturali, è giunto a concentrare le proprie indagini sul legno, dopo aver elaborato una prime serie di lavori composti da accumulazioni di carta mutata in deposito di scritture, che affiorano come memorie in superficie dalle profondità della materia o da installazioni di materiali aggregati in funzione di liberi richiami a forme arcaiche di comunicazione umana. Dalla fine degli anni Sessanta ha iniziato ad esporre in varie rassegne collettive e personali in Italia e all’estero. La sua prima personale si è tenuta nel 1971 a Bari. Nel 1975 ha partecipato alla X Quadriennale di Roma. Poi sono venute le partecipazioni a mostre che si sono svolte a Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Parigi, Copenaghen, Glasgow. Tra le collettive più recenti, sono da ricordare quelle allestite al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia nella Sala Nervi di Palazzo Esposizioni a Torino, tra dicembre 2011 e gennaio 2012 e alla Biennale Internazionale di Scultura del 2013 nel Parco di Racconigi. Tra le sue ultime personali, si segnalano Nel vento alla Fondazione Peano di Cuneo nel 2009, Sguardi verticali, ad Ascoli Piceno nel 2010, Nootkia-50° latitudine nord-ovest. La seconda attenzione, a Torino nel 2011, Foreste bianche ad Alessandria nel 2012, la doppia personale, insieme a Armando Fettolini, alla Galleria MXM Arte Contemporanea & Maria Mancini di Pietrasanta tra agosto e settembre 2013. Bersezio sa attrarre l’occhio dell’osservatore grazie alla forza psicologica delle sue sculture che evocano il mare e la navigazione. Le loro superfici, assemblate con cura, sono caratterizzate da un colore bianco, diafano, che lascia trasparire il tessuto vegetale sottostante e ci evoca una poetica della rarefazione e della purezza formale, che permea ogni suo aggregato di corpi plastici mistilinei, del tutto stabili, ma anche leggeri, aerei e snelli nel loro disporsi nello spazio che li circonda.

Principali mostre recenti:

In corso fino al 3 novembre
Cuneo, “(Im)materiali” a Palazzo Samone, collettiva con Michelangelo Tallone, Giacomo Doglio, Hiroaki Asahara, Santo Tomaino, Luisa Valentini, Alessia Clema, Coco Cano, Guido Giordano, Theo Gallino, Elio Garis, Tegi Canfari e Valerio Restagno. Orario venerdì, sabato e domenica 17/19,30

In corso fino al 10 novembre
Chieri, “I fili del discorso” Bersezio, Canfari, Domestico Garis per un parco sculture a Chieri, Imbiancheria del Vajro via Imbiancheria 12. Orario venerdì, sabato e domenica 16/19

In corso fino al 19 ottobre
Torino, “Oak Tree in Winter – Omaggio a William Henry Fox Talbot e ai creatori di immaginiSite specific di Enzo Bersezio e Silvio Ortolani – Video e fotografie di Franco Borrelli ABF|Scatola Chiara- via Amedeo Peyron 17/E – Torino

In corso fino al 19 ottobre
Racconigi, Parco del Castello collettiva Biennale Internazionale di Scultura. Pensare lo spazio. Dialogo tra natura e immaginazione

 

Opere

Press

  • 18/09/13

    Enzo Bersezio

    […] legno, wood o altre lingue per dire quello che non si deve dire, ma solo ascoltare.
    G. Biasutti, 2009    

    […] tratteggia forme archetipe e primarie, vere e proprie “architetture dell’immagine” evocando la dimensione del mare e della navigazione.
    Edo Di Mauro, 2012 

    Il legno appare come un mezzo determinante per trasmettere sensazioni, emozioni e la magia di volumi che “occupano” l’ atmosfera e la suggestione di una narrazione infinita.
    Angelo Mistrangelo, 2009                                                                    

    È inevitabile parlare del Tempo nelle opere di Bersezio, le sue composizioni formali implicano condizioni temporali ove il significato deriva da un insieme di richiami alla coscienza transitoria, dello spettatore mentre esperisce dell’opera. Essi non esistono solo nello spazio ma anche nel tempo e possono apparire ogni qualvolta le si guardi, “diverse”, a seconda del proprio vissuto. Ogni organizzazione plastica ha in sé un’asserzione implicita sulla natura dell’esperienza temporale nella natura e nell’uomo. Ogni frammento ligneo deriva simbolicamente dall’Albero cosmico, quello mitologico di Geb e Nut.
    Elena Vigiano 2010